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Volkswagen Id.3, tra design ed innovazione

08/06/20 -

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Id.3 è uno dei temi caldi del momento, nel mondo dell’auto. Si è parlato molto delle sue caratteristiche tecniche, degli allestimenti, del prezzo: ma quali sono i principi che hanno portato alla sua creazione? Quali sfide di design e di sostenibilità ha affrontato il futuristico Team che ha lavorato al progetto?

Volkswagen Id.3 è parte di un progetto più ampio sulla mobilità sostenibile lanciato da Volkswagen, la Together Strategy, che con la Roadmap E ha fissato una serratissima tabella di marcia.

Il progetto è ambizioso: la casa tedesca conta di realizzare entro il 2025 80 modelli a batteria, ed entro il 2030 almeno una versione elettrica per ogni modello della gamma.

Un obiettivo ambizioso richiede grandi talenti: per questo motivo è stato creato un team dedicato, il Future Electronic Engineer Program (FEEP), costituito da 100 ingegneri e professionisti della progettazione, provenienti da tutto il mondo, e da tempo impegnati in un progetto di training mondiale, in collaborazione con diverse Università.

Come si traduce tutto questo in termini operativi? 16 impianti di produzione lavoreranno senza sosta, in diverse nazioni, per creare veicoli al 100% elettrici basati sulla piattaforma MEB. Il programma è stato ufficialmente avviato nella Pilot Hall di Wolfsburg, parte della Divisione Produzione e Logistica del Brand, e coinvolge anche altri stabilimenti in Cina, Brasile, Argentina, USA e Messico.

Perché Id.3 è diversa e originale?

Sicuramente perché è stata concepita per sembrare un veicolo elettrico, diverso, e non un tradizionale veicolo a combustione. Questo ha implicato notevoli sfide per il Team di progettazioni, la prima delle quali è stata il costante confronto tra i reparti di vendita, di produzione e di design, come spiegano Peter Krause, Responsabile della Produzione di veicoli speciali, e marco Pavone, Responsabile della progettazione degli esterni dei veicoli Volkswagen

"Siamo riusciti a creare un design puro, con proporzioni uniche" racconta infatti Marco Pavone, Responsabile del Design degli esterni Volkswagen. "Abbiamo dovuto costruire un modello in Ureol per il controllo dei dati e due Design Experience Vehicles (DEV) per anticipare l'auto al reparto Vendite. Non è stato semplice, ci sono stati confronti continui con i colleghi del Design e, appunto, quelli delle Vendite. Alla fine abbiamo ottenuto un ottimo risultato" prosegue Peter Krause, del team che si occupa della produzione di veicoli speciali.

Il risultato è una vettura con delle caratteristiche inconfondibili: ruote di grande diametro, il passo lungo e gli sbalzi molto ridotti, insieme alla grande disponibilità di spazio all’interno dell’abitacolo.

La mobilità sostenibile è un argomento molto razionale, che presenta un’altra importante sfida: quella di riuscire ad emozionare. E per riuscire nell’intento si è partiti proprio dal design interno (diversamente da quanto succede normalmente), che è stato concepito prima di quello esterno: la sensazione, tradotta poi in realtà, è quella di abitare un avveniristico open space tecnologico ed attraente, dove connettività totale, lo spazio a bordo e i display ampi erano tutte novità da gestire e, in parte, da integrare con strutture già esistenti.

Volkswagen Id.3 scrive un nuovo pezzo di storia sia del mondo Volkswagen che di quello Automotive in generale: l’obiettivo di disegnare un’auto che gli utilizzatori finali vedranno per la prima volta con occhi diversi è stato raggiunto in pieno.

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